CasaLeTolfe è un gruppo di dimore rurali, i cosiddetti CasaLi , immerse nell’ inconfondibile paesaggio toscano fatto di uliveti, vigneti e boschi in una delle zone piu’ suggestive a due passi dal centro storico di Siena.
Comprati tra il 1950 e il 1970 da Luigi Castelli, nonno dell’ attuale proprietario, i CasaLi, vennero tutti convertiti in abitazioni moderne e ristrutturati finemente dall’ Architetto Sergio Cocito per diventare poi Residence nel 1987.
Queste case coloniche erano occupate dai pochi rimasti della mezzadria, ovvero da coltivatori, con tutti i loro animali, utensili e macchinari, che dividevano a meta’ i prodotti e gli utili di un'azienda agricola (podere) con il proprietario di terreni.
Dopo la parentesi della seconda guerra mondiale vi fu una profonda crisi delle campagne; queste dimore subirono un forte fenomeno di abbandono e incuria, dovuti alla necessità dei coltivatori di trovare lavori meno stenuanti e meglio retribuiti nelle città limitrofe.
Secondo lo storico dell’architettura Italo Moretti, “le case coloniche, persa la freschezza delle tracce dei viventi, divenute figure di pietra di un “giardino rustico” sul punto di chiamarsi paesaggio tipico, iniziarono ad assumere il fascino del rudere e ad interessare coloro che sarebbero diventati i protagonisti di quello che e’ stato definito da alcuni storici il »controesodo urbano»”
A partire da quegli anni, queste architetture sono state oggetto di una diversa destinazione d’uso: come prime o, più spesso, come seconde case e spesso come sede del cosiddetto “agriturismo”; in particolare Luigi Castelli, uomo dalle larghe vedute, convertì queste dimore abbandonate in un complesso di appartmenti per aprire la campagna non solo agli agricoltori, ma a chiunque volesse una “casa” in campagna.
Secondo lo storico Pagano "la casa rurale è uno strumento di lavoro;...niente vi è di superfluo, tutto è nato per una necessità. L’impiego logico dei materiali, la distribuzione dei volumi, l’adattamento alle condizioni climatiche, l’ingenuo mimetismo alle abitudini murarie della regione, lo studio nel superare con furberia o con pazienza i problemi essenziali dell’abitazione, la pacata e rozza semplicità con cui si risolvono in modo embrionale, ma pur sempre sufficiente le necessità essenziali di una fontana, di un sedile, di una tettoia trasformano l’architettura rurale in un libro di onestà edilizia denso d’insegnamenti”
CasaLeTolfe rappresenta senza dubbio uno dei più eclettici e eterogenei esempi di conversione nel campo dell’architettura rurale degli anni’70.
Mentre si progettava il Residence di CasaLeTolfe, si costruiva, con alterigia architettonica del tempo, in cemento armato e in stile “moderno razionalista” il vicino quartiere di San Miniato a Siena.
L’architetto Cocito di CasaLeTolfe, invece, scevro e libero della rigida pianificazione e tutela urbanistica odierna, rilanciava stilisticamente i CasaLi con un approccio visionario e fantasioso. Ideava rifinite caratteristiche stilistiche e storiche, quali elementi di logge, archi e giardini a volte esotici, ma non originalmente appartenenti all’ architettura rurale della zona, come si può ben vedere da “Effetti del Buon Governo in Campagan” dell’artista senese Lorenzetti.
Pur rappresentante degli approcci architettonici degli anni ’70, Cocito riuscì a mantenere nella trasformazione e riqualificazione degli spazi da una funzione all’altra, il pieno rispetto delle tecniche costruttive, dei materiali impiegati e delle tradizioni locali.
Oggigiorno in Toscana l’architettura rurale è intesa «elemento costitutivo del paesaggio e dunque come patrimonio comune» e quindi fortemente tutelata dal punto di vista culturale, storico e urbanistico legislativo.